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Salvatore, orgoglio di un'isola! Da “scartato” a pararigori in Champions

Raccontiamo la storia di Salvatore Sirigu, portiere sardo che si sta mettendo sempre più in luce in Europa. Ieri un’altra prestazione da incorniciare col PSG

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28’ del primo tempo. Rolfes, capitano del Bayer Leverkusen, si presenta dal dischetto. Può firmare la rete del 2-1. Sirigu, però, capisce le sue intenzioni e sventa il suo sinistro incrociato.

Non sarà l’unico intervento per il portiere sardo del PSG, autore ieri sera dell’ennesima grande prestazione, con la quale ha contribuito a regalare alla sua squadra la vittoria per 2-1. Una formalità, tuttavia, considerando che in terra tedesca i francesi avevano ipotecato la qualificazione ai quarti di finale di Champions League, imponendosi col punteggio di 0-4.

Salvatore Sirigu, nato a Nuoro il 12 gennaio 1987, era soprannominato Walterino, in onore di Walter Zenga, quando difendeva la porta del Palermo. È proprio grazie a Zenga che il portiere sardo ha avuto la possibilità di esordire nella massima serie italiana.

Nato come attaccante, Salvatore viene subito dirottato in porta a causa di un leggero problema di asma, che non gli consentiva di sostenere i ritmi dei compagni di squadra, e della grandezza, sin da piccolo, delle sue mani.

Cresciuto nelle giovanili del Posada e del Siniscola, è ceduto al Puri e Forti di Nuoro. Poi, la grande occasione, nel 2002: un provino con il Cagliari. Dopo appena una settimana, però, viene scartato dallo staff rossoblù, che non individua nel giovane le giuste doti fisiche e tecniche.

Il portiere non si perde d’animo, e si accasa al Venezia, dove sarebbe rimasto fino al 2005, prima di svincolarsi e firmare per il Palermo. In Sicilia Sirigu diviene subito titolare della Primavera, e viene mandato, l’anno successivo, a farsi le ossa alla Cremonese. Qui il mister, Emiliano Mondonico, gli riconosce enormi potenzialità, dichiarando: “Sirigu sarà il portiere dei prossimi 10-15 anni”.

A fine stagione rientra a Palermo, per fare il secondo di Rubinho. Ma l’allenatore Zenga, complici le non esaltanti prestazioni del brasiliano, decide di promuoverlo titolare. E non rimane deluso: Sirigu terminerà il campionato con 32 presenze e 39 reti subite.

Anche la stagione successiva è titolare, nonostante concluda il campionato con 62 gol incassati, divenendo il secondo portiere più “perforato”.

Il 2011 è l’anno della svolta. Il portiere viene acquistato per quasi 4 milioni dal PSG. Sirigu conferma le sue straordinarie qualità, chiudendo con 38 presenze. Ma è il 2012-2013 la stagione che rappresenta l’apoteosi: record di imbattibilità, vittoria del campionato e due importanti riconoscimenti, come Miglior portiere della Ligue 1 e come componente della Squadra Ideale della Ligue 1.

Stabilmente convocato in Nazionale, si augura di poter prendere parte alla spedizione in Brasile del prossimo giugno.

Ieri sera una nuova serata da incorniciare, con il portierone sardo che si è guadagnato anche l’appellativo di “pararigori”. Ma lo spettacolo è da poco iniziato, e Sirigu può ancora regalare tante, tantissime emozioni a tutti i tifosi del calcio, oltre a quelli del PSG.

Davvero un peccato che il Cagliari non abbia compreso, a suo tempo, le sue grandi potenzialità. Ma la nostra speranza è poterlo ammirare, un domani, con la maglia rossoblù, quella che rappresenta l’isola di cui va tanto fiero. Abbiamo ancora stampata l’immagine che lo vede festeggiare lo scorso anno il titolo del PSG, con la bandiera dei quattro mori sulle spalle.

In bocca al lupo per il prosieguo della tua carriera, Salvatore.

Orgoglio di un’intera isola!

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