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E se il modulo di gioco fosse sbagliato?

I limiti tattici evidenziati col Sassuolo potrebbero indicare la necessità di un cambio di modulo. Vediamo come

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Col Sassuolo, come da previsione (il nostro giornale lo aveva preannunciato nel pre-partita), non è stata una partita semplice dal punto di vista tattico: gli ospiti sono stati assoluti padroni del campo per un tempo intero – complice anche un Cagliari molle e senza idee – poi la reazione d’orgoglio dei rossoblù ha riscritto un finale diverso da quello che sembrava prospettarsi.

L’approccio alla gara è stato completamente sbagliato, è vero, e gli alibi non mancano (infortunio precoce di Ibarbo, scarso momento di forma degli uomini chiave); ma il gioco non certo esaltante è, in questi ultimi tempi, una costante del Cagliari.

Nel primo tempo si è visto come la superiorità a centrocampo degli emiliani abbia costretto Nainggolan ed Eriksson ad allargarsi eccessivamente in fascia per aiutare i due terzini, e come Cossu (non in gran forma) abbia dovuto conseguentemente arretrare per coprire la parte centrale del campo, limitando le sue incursioni tra le due linee del Sassuolo. La situazione è migliorata sensibilmente a inizio secondo tempo, quando il folletto sardo si è spesso decentrato in fascia dando meno punti di riferimento.

Considerato ciò, vediamo come potrebbe cambiare la disposizione dei rossoblù.

La disposizione a 4 della linea difensiva è utilizzata da diversi anni ormai, è nel DNA della squadra e sarebbe un rischio troppo elevato cambiarla in corsa. Ecco allora che le modifiche potrebbero avvenire nel reparto nevralgico, se è vero – come è vero – che le partite si vincono a centrocampo.

Il centrocampo a rombo non è oramai utilizzato da nessuno dei club di serie A, che prediligono invece densità in mezzo al campo e copertura delle fasce, magari utilizzando una linea difensiva a tre.

Detto dell’intoccabilità della difesa a 4 in quel di Assemini, si potrebbe allora ipotizzare un 4-3-3 con l’allargamento sulle fasce di Cossu (zona in cui – anche ieri – ha dimostrato di esprimere il meglio di sè) e Ibarbo, sfruttando la sua velocità e l’abilità nel saltare l’uomo: un modulo che permetterebbe anche una buona copertura in fase di non possesso.

Tutti pensieri che sicuramente saranno già passati per la testa al duo Pulga-Lopez. Vedremo nell’immediato futuro se e cosa questi pensieri produrranno nel concreto. In attesa di un Cagliari più brillante.

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