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Da Congiu a Zola passando per Tiddia: sono ben 7, prima calciatori poi allenatori del Cagliari

Andiamo a scoprirli e conoscere le loro storie

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L'arrivo di Gianfranco Zola rinverdisce un antico legame fra la panchina rossoblù e i tecnici indigeni che vi si sono seduti, dopo aver in passato onorato la gloriosa casacca anche in maglietta e pantaloncini. Senza distinguere le due fasi – in un'epoca pionieristica- Mariolino Congiu ricopre ambo gli incarichi simultaneamente: fra il 1941 e il '43 assume la guida tecnica, continuando a dare il suo contributo anche nel rettangolo verde, nel quale aveva cominciato a giocare nel '39.

A periodi intervallati a causa della guerra e alternandosi con altri mister, prosegue – fra Serie B e C- la sua collaborazione col Cagliari sino al 1958. Giorgio Melis scende il campo otto volte in totale, sette in B e una in A, fra il 1977 e il 1980, prima di assumere l'incarico tecnico nella massima serie -esattamente trent'anni più tardi- rilevando l'esonerato Allegri nella primavera del 2010.

Riduttivo per Cenzo Soro circoscrivere il discorso a campo e panchina, visto il suo operato socio-culturale a beneficio della Sardegna; per le statistiche, ricopre in nove occasioni il ruolo di portiere, guidando i rossoblù nel finale di campionato del 1954. Non ha bisogno di presentazioni Mario Tiddia: una promozione dalla B alla A da giocatore ('64), impresa replicata da allenatore ('79), condurrà poi il Cagliari a un nobile sesto posto nel 1981; amava coltivare i suoi frutteti a Sarroch, rimanendo sempre l' "uomo della Provvidenza": nelle disperate emergenze, è sempre tornato al capezzale dei Cagliari in difficoltà, per condurlo al porto della salvezza; eccezion fatta per il 1976, dove sarà l'allenatore per le ultime ventidue partite, ma dopo la definitiva resa di Riva, diventa velleitaria ogni ambizione. Suo compagno in campo era Tonino Congiu, idolo della tifoseria prima dell'arrivo di Gigi: per Su Sirbonni trentadue gol da giocatore e - dopo tanti anni di vice-allenatore - la soddisfazione della prima guida per quarantacinque minuti: è l'intervallo di un Cagliari-Genoa del 1987 quando Giagnoni abbandona lo stadio.

Nella ripresa la squadra è presa da lui in consegna e centra la rimonta per il 2-2. Lo stesso Giagnoni va menzionato: originario di Olbia, ha allenato il Cagliari in due infauste fasi degli anni '80, non ha mai giocato coi rossoblù, ma ha indossato la maglia della sua città natia. Percorso simile a quello di Beppe Materazzi da Arborea: Cellino si affida a lui per la parte finale della stagione 2000-01, e da giocatore è stato in forza ai “galletti” del Tempio.

La stagione successiva - per otto partite - Nuciari è affiancato da Matteoli -capitano anni '90- per sostituire Sala; nella loro breve parentesi, da ricordare le due vittorie per due reti a zero ai danni di Cittadella e Ancona.

È adesso la volta di Gianfranco Zola. Al suo arrivo da giocatore ebbe a dichiarare: “Vendo la mia merce con la garanzia. Non sarei mai venuto per svernare. Un fallimento davanti alla gente della mia terra non me lo perdonerei mai”. Prendiamo per buone queste parole anche da allenatore. Buon lavoro Gianfranco. 

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