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Cammarata: "Cagliari tappa fondamentale nella mia carriera"

"Un'isola fantastica abitata da gente fantastica"

La Redazione
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Fabrizio Cammarata, ex giocatore del Cagliari, ha concesso un'intervista a Radio Super Sound durante la trasmissione "Squarcia gol" nella quale ha raccontato degli anni trascorsi in Sardegna.

Ecco le sue parole:

“La mia esperienza a Cagliari è stata sfortunata? Sì, tutto sommato avremmo potuto raggiungere l’obbiettivo promozione, soprattutto il primo anno che eravamo una buona squadra. Poi ad agosto andarono via De Patre e Beretta che erano importantissimi per il Cagliari. Avevamo iniziato bene, poi per delle vicissitudini non siamo riusciti a vincere il campionato.

Poca fiducia nei giovani? Io ricordo che c'erano Melis, Carrus, lo stesso David (Suazo n.d.r.), Capone, parliamo di giocatori interessanti. Forse sarebbe servita un pò di fiducia, il calcio alle volte è un po’ strano.

Suazo? Abbiamo ancora un rapporto fantastico, possiamo sempre contare l’uno sull’altro. Prima che un compagno era un amico. In campo abbiamo fatto bene il primo anno, poi a causa di infortuni suoi e miei (il secondo anno giocavo con le infiltrazioni) non siamo riusciti a ripeterci.

Il costo del mio cartellino ha influito sul rendimento? In campo non ci pensi, fuori dal campo magari un po’. Però è anche il bello del calcio prendersi le proprie responsabilità, io ho sempre detto che in campo ho sempre dato il massimo, la gente si ricorderà qualche mio errore ma anche che ho dato tutto, mi sentivo responsabile, ho anche fatto il capitano. Uno può dare sempre di più, però è anche vero che, a parte il primo anno, ho avuto dei problemi: da gennaio giocavo con le infiltrazioni, non avrei dovuto ma c’era bisogno di me.

Cosa cerco di trasmettere ai giocatori da allenatore? La fiducia. A Cagliari il primo anno è stato bellissimo, il secondo non è stato il mio migliore anno dal punto di vista realizzativo però la fiducia per un giocatore è importantissima. Se in campo ti impegni va bene, nella mia carriera non ho mai promesso 20/30 gol, anche se è normale che da un attaccante ci si aspettano i gol, ma il massimo impegno. Quello che voglio oggi dai ragazzi.

I miei gol mai banali? A Verona mi chiamavano “l’uomo dei gol difficili”, magari avrei dovuto sbagliarne qualcuno in meno di quelli facili (ride n.d.r.)

Cagliari rimane una tappa importantissima, fondamentale, della mia vita. Non a caso vengo sempre accolto bene in Sardegna, un’isola fantastica abitata da gente fantastica. Ci sarà anche chi parla male, è normale. Poi io sono isolano come voi.

La ripartenza del calcio? Con tutti i decessi non è facile ripartire ma è giusto che il calcio riparta. Porterebbe un po’ di entusiasmo, anche se solo tramite la tv, almeno fino a che non si potrà tornare allo stadio.

Auguro al Cagliari di riprendere la stagione al meglio, ha avuto un brusco calo ma merita posizioni in classifica molto più alte. Spero che Zenga e i giocatori riescano a far divertire la gente, ne sono sicuro”.

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